Eventi

Casa Caterina. Aurelio del Bono e il non francia corta

Al Golf Club Casalunga di Castenaso una serata in compagnia di Aurelio del Bono e dei suoi prodotti. E’ Il produttore che ha detto no al disciplinare del Franciacorta, in prima persona, a guidarci lungo il percorso di degustazione dei suoi prodotti davvero particolari.

Sul mio personalissimo tabellino:

  1. Spumante Rosè “Antique” Millesime 2002 – 100%Pinot Meunier
    Curioso: dei due *non-franciacorta* (i fratelli Del Bono hanno scelto di uscire dal disciplinare…) assaggiati questo che era il più anziano pareva essere più giovane. L’altro, a mio avviso pareva più “chiuso in cantina” Colpa, forse, anche dei bicchieri di servizio: per motivi imperscrutabili questo era stato versato nel bicchiere più grande e più aperto, mentre l’altro nel calicino da degustazione.
  2. Estro (uno dei DUE vini “sorpresa”) : bianco fermo da uve Viogner, Marsanne e Sauvignon Blanc
    Un vino mooooolto particolare. Colore carico, così come carico di sapori e aromi. A parte le differenze anche sensibili da bottiglia a bottiglia, ma pure nello stesso bicchiere non sono stato l’unico a notare come il sapore mutasse anche di boccata in boccata. Peccato per l’abbinamento: per me avrebbe richiesto a gran voce un bel formaggio erborinato o stagionato, una patè, un foiegras… roba forte per un vino davvero “forte”.
  3. Spumante Rosè “Classic” Millesime 2002 – 100%Pinot Nero
    Vedi sopra: sicuramente un ottimo prodotto, ma molto meno fresco del fratello piu’ anziano.
  4. Spumante Rosè "Antique" Millesime 2002 - 100%Pinot MeunierSpumante “Cuvée 60” Brut Nature Blanc de Blancs
    Problema comune a molte degustazioni. E’ stato il vino di apertura, sicuramente una bollicina di gran gusto, ma rispetto a quasi tutti i vini seguenti risultava quasi “povero”. Certo che una Casa che presenta come “base” un 60 mesi… giù il cappello !!!
  5. Pinot Nero “Colombaia Giuliiè” Rosso 2009
    No. Proprio no. Forse troppo giovane, forse la partita o la bottiglia nostra aveva qualcosa. Chi era con me a un certo punto ha parlato di “cartone bagnato”, io non saprei dire, qualunque giudizio sarebbe influenzato dalla suggestione.
  6. Fuori concorso: un moscato frizzante (altro vino “sorpresa”, servito con i dolci) davvero molto particolare.

Fin qui, come diceva Frengo/Albanese, “La fredda crònaca”.
Il fuori programma è stato il mattino seguente: mi presento al mio solito bar/pasticceria (che per inciso si trova esattamente dall’altra parte di Bologna rispetto al Casaòlunga…) in compagnia della mia vicina di casa per il caffè e mentre entriamo le sto raccontando della serata precedente: “Una bella degustazione, yatta yatta blah blah… cantina… Franciacorta… il produttore UN PAZZO SCATENATO !!!”

…alzo gli occhi e il “pazzo”  è lì di fronte a me che prende il caffè in compagnia del rappresentante per Bologna dei suoi vini. Arrossisco, vorrei morire o almeno nascondermi, tento goffamente di spiegare quanto positivo fosse quel “pazzo”. Poi una risata, un abbraccio e ci prendiamo il caffè insieme e scambiamo due ulteriori chiacchiere. Gli faccio i complimenti ancora, per la passione, la preparazione, la particolarità dei suoi prodotti davvero fuori dal comune che, naturalmente, rispecchiano il carattere del personaggio

Ci salutiamo con un abbraccio e un invito ad andarlo a trovare. Non mancherò. Bel personaggio, l’Aurelio…

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