Altre Destinazioni/Locali

Pizza, ultima frontiera. I Tigli – San Bonifacio (VR)

Le vie della gastroesplorazione sono infinite e spesso portano lontano da casa, magari facendo finta di capitare per caso (seee…) in un paesino dell’operoso Nordest con la malcelata intenzione di sperimentare in prima persona quello che si è letto in giro a proposito di questa pizzeria creatura di Simone Padoan. Di sicuro, il fatto di avere a breve raggio di azione i locali “figli” del concept della pizza light di Beniamino Bilali (Berberè, Malomm, o’Fiore Mio) puo’ aiutare ad assorbire il colpo, ma qui davvero si sale un ulteriore gradino della scala.
La modalità di degustazione e di servizio è molto simile, con le pizze servite una alla volta e tagliate in otto spicchi. Qui ai Tigli vengono proposte anche le mezze pizze, per dare eventualmente il modo di gustare più di una variazione anche a chi non si presenta in otto…
La carta delle birre artigianali è molto ben fornita, così come quella dei vini dove trovano posto etichette di gran pregio, comprese altisonanti bollicine francesi. (…qualcuno ha detto Selosse?)
Anche la cura per quanto riguarda impasti e tempi di lievitazione è in linea con l’idea già sperimentata altrove, ma è nei condimenti che la differenza si fa piu marcata. Foie gras, petto di piccione, l’ormai immancabile tartare di manzo della Granda, shabu shabu di branzino, carpaccio di gambero, tanto per dirne qualcuno, rappresentano il gradino di cui sopra lungo la scala che allontana sempre più’ dalla classica pizzeria per andare verso l’alta cucina vera e propria.
Dopo il piccolo benvenuto dello chef (graditissima focaccia alla romana con culaccia e caprino, piu’ crostino di pane con burrata e salmone) ordiniamo:
“Tartare di manzo al profumo di erbette, con crema all’uovo e senape, spinacine e guanciale di cinta senese”. Tutto sto bendiddio racchiuso in una focaccia che restituisce senso alla parola “fragrante”. Il sapore dell’impasto e quello del ripieno sono ben bilanciati, gli ingredienti di primissima qualità. Furba l’idea di mettere al centro del piatto un po’ del condimento “nudo”.
“Liguria”, invece, è in formato pizza. Condita con scaglie di pecorino, olive di Taggia ed emulsione di pinoli e basilico. Quasi un pesto destrutturato. Il pecorino stagionato utilizzato è buonissimo, quasi piccante, il basilico talmente profumato da sentirsi mentre la pizza sta arrivando.
Il tutto accompagnato da una Nora di Baladin: birra in stile egizio prodotta con Kamut e aromatizzata con zenzero, mirra e scorze d’arancia.
Capitolo conto:

SESSSANTAQUATTRO EURO (compresi i caffè) non sono pochi, anzi sono decisamente tanti. Ma forse in questo caso ci puo’ venire in aiuto il condizionale. Fatto salvo che i prezzi sono commisurati all’offerta, c’è da dire a onor del vero che non si è obbligati a volare per forza alto verso il trentello delle pizze più costose. 32 Euro a cranio sono tantissimi, o forse lo sarebbero se si trattasse di una pizza come le altre, cosa che quella dei Tigli non è.

Pizzeria I Tigli
37047 San Bonifacio (VR) Via Camporosolo, 11
tel: 045 6102606
chiuso il mercoledì
I TIGLI – Simone Padoan
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One thought on “Pizza, ultima frontiera. I Tigli – San Bonifacio (VR)

  1. Da uno dei menù (pdf scaricabile, e non visibile online; già mi da fastidio…): pizza greca:
    “Greca
    pomodoro, fior di latte, pomodorini, feta greca, olive di taggia”
    Pizza della Grecia di Ponente? Poutanade.

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