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Cantine Aperte 2013 @Corte d’Aibo. Una, nessuna, centomila.

Che poi si fa presto a dire “Cantine Aperte”. Il povero Foodie, nei giorni precedenti la fatidica domenica, si arrovella tra siti internet e pagine facebook per mettere insieme un ventaglio di posti da visitare. Esamina, screma indirizzi, osserva il meteo e raccorda itinerari con google maps, cerca accompagnatori astemi o perlomeno sobri, in grado di metter d’accordo i gradi alcolici (suoi) con i punti patente (altrui), una roba facile facile, insomma.

Tutto questo per poi finire inerpicarsi con la micromachine su per una salita semisterrata, bofonchiando “Era da venire in moto, guarda che giornata !!!” e arrivare finalmente alla prima destinazione, che alla fine resterà anche l’ultima e unica. Il perché è nelle prossime righe.

Corte d’Aibo è un bel posto. L’azienda vinicola è parte dell’agriturismo che dispone di una dozzina di stanze e di un ristorante in cui vengono servite specialità tipiche del luogo accompagnate dai vini dell’Azienda. Per la manifestazione Cantine Aperte si sono organizzati bene: all’ora di pranzo l’affluenza è già consistente, nel pomeriggio aumenterà ancora. Complice la bella giornata – l’avevo detto, io, che era da venire in moto… – c’è un sacco di gente che gironzola con in mano il suo bel il bicchiere ( di vetro, con cauzione, ottima idea) tra un giretto al banco delle degustazioni, il buffet costantemente rifornito e un’occhiata curiosando nell’ambiente sovrastante, il suggestivo show room delle anfore. Un pubblico eterogeneo, a sottolineare come la passione per l’enogastronomia in generale e per il vino in particolare, aldilà del fattore modaiolo, sia davvero trasversale, c’è una bella atmosfera, aria di festa.

Un rapido giro tra le cisterne è sufficiente per rendersi conto di trovarsi in una signora cantina: attrezzature moderne, pulizia, spazi adeguati. L’intera produzione rispetta il disciplinare dell’agricoltura biologica, i vini sono ottenuti esclusivamente da uve proprie e imbottigliati in loco. Il prodotto rispecchia le aspettative. Lo Spumante Brut, da Pignoletto e Chardonnay, è piacevole. Del Bis “sulfite free” che mi viene proposto, il Rosso Meriggio, blend di Merlot e Barbera, si lascia ricordare per la buona freschezza, ma è il Bianco Rugiada a lasciarmi piacevolmente sorpreso. Malvasia, Moscato e Traminer, l’impronta degli ultimi due si sente chiaramente rendendo il vino particolarissimo, se non altro per l’inconsuetudine di bere un vino aromatico prodotto in Emilia. prodotto senza solfiti che ci lascia piacevolmente sorpresi. Nella cassetta-bottino della giornata finirà anche una bottiglia dell’ottimo Merlot , naturalmente Bio.

Proseguendo la passeggiata ci lasciamo coinvolgere dalle iniziative di contorno alla giornata “Cantine”: nella struttura del vecchio ristorante per tutto il giorno si susseguono laboratori di cucina, corsi di sfoglia, momenti di coinvolgimento del pubblico che vedono impegnati Pietro e Stefano, gli Chef del del KitchenDate. Tra un assaggio, una sessione di Show Cooking e uno spettacolo musicale si fa in fretta a fare l’orario di chiusura, con buona pace delle altre cantine che avevo in nota.

Con la cassetta-bottino sottobraccio ci si avvia soddisfatti verso casa. Seppure sia riuscito a visitare una sola azienda il bilancio di questo primo Cantine Day da blogger è di sicuro positivo. Arrivederci al Cantine Aperte 2014…

Corte D’Aibo.
Via Marzatore, 15,
40050 Monteveglio
Bologna, Italia
Telefono:+39 051 832583
http://www.cortedaibo.it/
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One thought on “Cantine Aperte 2013 @Corte d’Aibo. Una, nessuna, centomila.

  1. Trovo vergognoso che ad una manifestazione come Cantine Aperte, Corte d’Aibo (solo lei delle 4 visitate oggi) faccia pagare gli assaggi come giri di giostra al Luna Park: 5 euro 1 vino 8 euro 2 vini. Ma lo scopo è quello di aprire le cantine e far assaggiare i prodotti o di guadagnarci proprio oggi opportunamente? L’evento si poneva come promozione e informazione, non come occasione per convogliare la gente che normalmente va a prendere l’aperitivo in centro ad andare li. Ho preferito continuare la mia degustazione per altre cantine, dove dopo aver degustato ho volentieri acquistato.

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