Bologna/Locali

Trattoria Bertozzi. Dove la Tradizione diventa… “magnum”.

La prima buona notizia che vi posso dare all’indomani della mia visita alla Trattoria Bertozzi è che la Cucina Bolognese è viva. E’ viva, gode di ottima salute e ha il volto sorridente di “Olly” Berti e Alessandro Gozzi, i due imponenti titolari di questa trattoria poco fuori Porta Sant’Isaia il cui nome, per quanto anch’esso tipicamente bolognese, è il frutto dell’unione dei cognomi dei due. La classica coppia bene assortita, esuberante l’uno, più posato l’altro, guidati entrambi da una sana passione per la cucina, il buon mangiare e anche il buon bere. Particolarità: la gran parte delle bottiglie a disposizione sono in formato “2x”, la magnum da 1,5 litri. Ma non preoccupatevi: se vi presentate in formazione ridotta non sarete certo costretti a bervi un litro e mezzo in due, nè tantomeno restare a bocca asciutta, i vini vengono serviti anche al bicchiere. La cantina è ben fornita, la scelta è ampia e anche di gran pregio, inoltre i ragazzi hanno una certa passione per i prodotti che “frizzano”, quindi si è sempre sicuri di trovare qualche etichetta di razza anche nel reparto Champagne.
L’accoglienza è… “calorosa”, sia per la cordialità dei due titolari, sia per i 30° di temperatura esterna. Nonostante il giardinetto estivo ci accomodiamo all’interno, certi che l’aria condizionata ci sarà amica. Per accompagnare le bollicine di benvenuto, niente di meglio che una ciotolina di greppole, i tipici ciccioli frolli, la mia droga preferita.
Accompagnati dalla prima magnum, un Trebbiano d’Abruzzo di Masciarelli, si parte con una specialità della ditta Berti/Gozzi: Tortelli di patate e mortadella, appositamente richiesta mezza porzione per tutto il tavolo, per potersi godere anche il primo successivo. Buonissimi, delicati, curiosamente serviti con una spolverata di parmigiano sul bordo del piatto, per poterli gustare sia “con” che “senza”. Talmente apprezzati che mi ci sono tuffato senza nemmeno fare una foto.
Il secondo round è a base di apprezzatissime strettine agli asparagi e prosciutto CULATELLO croccante. Il formato della pasta all’uovo è una misura intermedia tra il tagliolino e la tagliatella. Gradite da parte di tutta la tavolata, un bel piatto, equilibrato tra la sapidità del culatello e gli asparagi appena scottati.
Per i secondi la proposta snocciolata da Olly è un crescendo in stile “Only the brave”: polpette, zucchine ripiene… magari ci si potrebbe anche accontentare di uno dei bei piatti di culatello che vediamo passare, considerate le temperature torride di questi giorni, ma alla fine la combriccola di boccucce di rosa che mi accompagna va in sollucchero quando l’elenco arriva alle voci “Cotoletta alla Petroniana” e soprattutto “Brasato“. Ci vuole coraggio ma ne vale la pena, dal momento che si rivelano entrambi eccezionali: tenerissimo il brasato, magistralmente eseguita la Petroniana.
Ad accompagnare i secondi, dopo una rapida trattativa tra il “loro” Gozzi e il “nostro” ineffabile Sereno, è un vino siciliano, un po’ più strutturato rispetto al precedente: Angimbè di Cusumano (Insolia 70%, Chardonnay 30%).
Il dolce è un gelato alla crema prodotto in casa con le uova fresche, per chi ne vuole c’è anche il bis. E’ facendo le ultime chiacchiere, al momento del caffè e del conto (a margine: 40 Eur ca. a persona, con due magnum di vino e una birra Ronzani da 66cc.) che maturo la considerazione con cui ho aperto: fin quando esisteranno posti come questo si potrà ancora dire che la cucina bolognese esiste. Una cucina di sostanza, fatta di ingredienti di prima qualità e in grado di regalare ancora a chi ne gode il gusto per la convivialita, appagare il palato ma anche il cuore.
E’ troppo dire che locali come questo andrebbero tutelati e dichiarati Patrimonio della Città di Bologna ? Ai commensali l’ardua sentenza.
Trattoria Bertozzi
V. Andrea Costa, 84/2/D
40134 Bologna (BO)
tel: 051 6141425
Chiusura: Nessuna
Apertura: Pranzo e cena

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5 thoughts on “Trattoria Bertozzi. Dove la Tradizione diventa… “magnum”.

  1. che S.Petronio ce li conservi così: dalla cucina all’ambiente la Trattoria è un museo vivente, una riserva indiana di cui abbiamo bisogno per ricordarci e far sapere a eventuali ospiti di passaggio in città “come eravamo”, perché Bologna era “La Grassa”, “Basket City” e così via…
    Oggi di quello che fu resta veramente poco,

  2. Pingback: “Richiamino” @ Fratelli Bertozzi. Un tranquillo giovedì di goduria. | The Foodie Fighter

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