Bologna/Locali

A Bologna, dall’altra parte del mare. Antica Trattoria di Sacerno.

Andare a mangiare il pesce un venerdì sera di luglio, per il mio concittadino quadratico medio, vuol dire solo una cosa: imboccare l’A14 e selezionare un posto nel range che va dai Lidi Ferraresi e Ravennati fino al limitare della provincia di Pesaro. Ma ormai si sarà capito che al Foodie piace andare controcorrente, soprattutto quando ha in tasca un buon indirizzo su cui dirigere.

E’ Dario in persona ad accoglierci, Chef e patron di un locale che ha rilevato da qualche anno e che gestisce insieme alla compagna Giada, che si occupa della sala. Del fresco giardinetto esterno, intimo e accogliente, a colpire non è solo l’eleganza (illuminazione a led sapientemente posizionati e legno di tek) ma anche l’assoluta assenza di zanzare. Considerato che siamo nel bel mezzo della campagna bolognese non è roba da poco. Mise en place minimal, molto piacevole.

Ma è ora di ordinare: insieme ai pani, prodotti in proprio, arriva il menù. Ben composto, misurato nella quantità dell’offerta, i titoli sono tutti parecchio allettanti e decidiamo di provare la proposta “do it yourself” della casa: menù degustazione di 4 portate a scelta tra i piatti caldi, a 50 Eur, più un’aggiuntina iniziale di crudo che chiederemo fuori dalla degustazione.
A farci compagnia, Oltre, un Pinot Nero Metodo Classico Brut Rosé dell’Azienda Cà di Frara.

Il benvenuto dello Chef è una Seppia con i piselli destrutturata. Il sapore intenso dei piselli ridotti a una densa crema ne denota la freschezza. Grazie, Dario, andiamo a incominciar…

…con il fuori programma. Tartare di Gobbetti, gelato di bufala, pomodori secchi, caviale di alghe. I Gobbetti sono dei minuscoli gamberi rosa, a crudo la consistenza e la grassezza tipica del crostaceo viene esaltata ancora di più. L’abbinamento con il gelato di bufala è azzeccato. Inusuale il caviale di alghe. Mai provato. Interessante.

La scaletta del menù degustazione vero e proprio si apre con Capesante, Squacquerone e Carta Musica, abbinate a pomodorini confit e pesto leggero. Belle da vedere, carnose all’assaggio: c’è la parte croccante, quella morbida, c’è la freschezza del formaggio morbido tipico della Romagna. Estroso.

Scampi Patate e Mojito. Obiettivamene non riesco a stabilire se questo sia stato o meno il piatto migliore della serata. Di sicuro, per me, è stato quello di maggiore impatto. I francesi, che sono molto più avanti di noi, usano un termine perfetto: “ètonnante”. La testa del crostaceo viene svuotata e riempita nuovamente, si sente la menta mentre la si succhia prendendola su con le mani, la coda sgusciata la segue, insieme alla sorpresa del sapore del rum, un ottimo rum bianco portato allo stato di gel. Terminare il procedimento con il pezzettino di Roesti di patate che fa da base al tutto è quasi un peccato.

C’è quasi bisogno di riprendere fiato, dopo un piatto del genere. Fortunatamente il ritmo impostato da Giada è quello giusto: quando arriva il piatto successivo ci siamo ripresi quel tanto che basta da strabuzzare nuovamente gli occhi di fronte all’inventiva dello chef. Linguine Cacio & Pepe da un lato. Crudo di Tonno, Ricciola e Gambero dall’altra. Mentre lo irrora con un olio caldo e lo rende tiepido è lui in persona a darci le istruzioni di volo: “Un boccone di qua, uno di là…” Applausi. Che altro fare ? Ah, sì… all’ultimo boccone contravvenire bellamente alle indicazioni e provare le linguine (perfette) insieme a un cubetto di tonno crudo.

L’ultima portata è un tranquillo veleggiare tra i due contendenti del match race: Tonno vs. Baccalà se la giocano ad armi pari per tutta la gara. Sul mio personalissimo campo di regata sarà il Baccalà a vincere di misura, merito dell’eccelsa qualità della materia prima e del grado di difficoltà nel dargli la giusta consistenza. La falsa maionese di pomodoro e le olive di Gaeta gli danno il giusto supporto, contro la composta di cipolla che accompagna il Tonno.

Insieme al caffè – con una mangiata del genere non c’è pericolo che mi senta in vena di dessert – arriva la piccola pasticceria e una domanda che per la sua semplicità stupisce: il cameriere non ci liquida con un freddo “Tutto bene?”, ma con “Avete passato una bella serata ?” Piccole attenzioni che fanno la differenza.

Prima di salutare c’è ancora il tempo per fare due chiacchiere con Giada e Dario. L’impressione avuta durante la cena è confermata: oltre la tecnica e la preparazione ci sono passione e impegno nella ricerca degli ingredienti migliori, c’è comunicazione tra sala e cucina, professionalità e accoglienza, come le vorresti trovare in tutti i ristoranti. L’A14 è dall’altro lato della città, e forse è meglio così.

Antica Trattoria Di Sacerno
Via di Mezzo Levante, 2, 40012 Sacerno – Calderara di Reno (Bo)
Telefono:051 646 9050
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3 thoughts on “A Bologna, dall’altra parte del mare. Antica Trattoria di Sacerno.

  1. Pingback: Tartare di Gamberi | Salicornia | The Foodie Fighter

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