Foodie's speaker corner

All’ombra del Fico: dubbi e opportunità.

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Nel turbine di voci che si alternano intorno al progetto F.i.c.o. (Fabbrica Italiana Contadina) la Disneyland Food che dovrebbe sorgere alle porte di Bologna, primo fra tutti l’interrogativo sul fatto che si faccia per davvero, in che tempi e soprattutto con quali soldi, merita ascolto quella degli esercenti nel campo della ristorazione già operanti nell’area bolognese. Se è vero che negli ultimi anni il comparto della ristorazione di fascia media e alta ha subito il contraccolpo, oltre che della crisi economica, della perdita di quote di mercato da parte della Fiera di Bologna, è altresì innegabile che vi siano ancora imprenditori, a Bologna e dintorni, che si impegnano costantemente per riguadagnare il terreno perduto, offrendo un prodotto di qualità, nell’intento di continuare la secolare tradizione culinaria della “Grassa” Bologna, valorizzando i prodotti e le specialità del territorio, non di rado uscendo dai fumi delle rispettive cucine per unirsi ai colleghi in eventi promozionali quali i Festival dedicati alle specialità e ai prodotti locali.

L’avvento del megacomplesso enogastronomico rischia di schiacciare sotto i suoi ottantamila metri quadrati la piccola rinascita in atto e l’impegno di queste persone. Non è dato sapere, al momento, quali saranno le modalità, quali gli operatori coinvolti, quali le tipologie e i format delle attività di ristorazione che troveranno posto all’interno della struttura ma forse, proprio perché il progetto è ancora un meraviglioso work in progress, il momento è ancora quello giusto per chiarire se il Fico, per i ristoratori locali, puo’ rappresentare non più motivo di preoccupazione ma un’opportunità per proseguire in maniera proficua il percorso intrapreso.

Obiettivo dichiarato del Fico è quello di valorizzare i prodotti e le eccellenze dl territorio, in linea con le scelte aziendali etiche dei compartecipanti al progetto. Tali finalità non possono prescindere dalla partecipazione attiva di tutte le componenti che fanno sì che la Città di Bologna sia universalmente associata all’eccellenza enogastronomica. Una scelta di valore etico, in linea con la filosofia dichiarata da buona parte dei grandi attori in campo (Eataly, Slow Food, Comune di Bologna, Coop Adriatica) oltre che vantaggiosa economicamente, dal momento che si avrebbe a disposizione fin da subito una schiera di professionisti bene organizzati e preparati. Diventa dunque auspicabile l’apertura di un dialogo tra i ristoratori bolognesi e i promotori del progetto, per valutare l’opportunità di una collaborazione che potrebbe portare frutti a tutti quanti.

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2 thoughts on “All’ombra del Fico: dubbi e opportunità.

  1. Ti segnalo che il 9 ottobre e’ stato pubblicato su puntarellarossa un puntuto e documentato articolo sulle “questioncelle” edil-pianificatorie che a suo tempo mi avevano insospettito. Da conservare e stampare a futura memoria, molto piu’ delle mie allusioni e dei miei sospetti. Non credo fari fatica a rintracciarlo.

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