Ricette

Rotolo di Coniglio. A ciascuno le sue madeleines. (*)

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Con la carne del coniglio ho un rapporto un po’ controverso: in famiglia da me, soprattutto grazie all’augusto genitore che ne ama particolarmente la “ciucciabilità” delle ossa, c’è stato un tempo in cui ero arrivato a odiare l’onnipresente coniglio arrosto della mutter, sempre lo stesso secula seculorum, domenica dopo domenica. Confesso che quando sento il rumore della sigla di “Grand Prix” di Italia Uno, ancora adesso mi pare di sentire nell’aria odore di coniglio arrosto con patate.

In realtà quell’odio era semplicemente la reazione alla monotonia della solita ricetta: crescendo e apprendendo l’arte sono arrivato al punto di arrivare a casa di mammà quella mezzoretta prima per prendermi la libertà di pasticciare nella casseruola da metà cottura in avanti, inventandomi di volta in volta qualche variazione sul tema (Per fortuna la Foodie Mutter è una donna paziente, molto paziente…)

Premesso quanto sopra, è stato normale che quando ho visto nel banco carni una confezione di lombate del roditore già disossate mi sono brillati gli occhi e mi è comparsa sulla testa la classica lampadina: ARROSTO, YEAH !!!

Ingredienti:

2 selle di coniglio disossate

2 uova

300 gr. di spinaci

300 gr. di salsiccia

Olive nere

50 gr. Pistacchi

Aglio.

Sale.

Pepe.

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Con gli spinaci lessati e tritati grossolanamente e le uova si prepara una frittatina abbastanza sottile (un’antiaderente larga una 20ina di cm va benissimo).

Nel mixer si tritano uno spicchio d’aglio e i pistacchi sgusciati, si aggiunge per ultima la salsiccia sgranata e si danno giusto due o tre colpetti per amalgamare il tutto.

Si compone il rotolo come nella foto: lombatina stesa, frittata, ripieno di salsiccia. Sale, Pepe e poi chiudetelo come vi pare: con lo spago, con uno spiedino lungo come ho fatto io, con la retina apposita per arrosti, ma poi ditemi dove l’avete presa che io son diventato matto a cercarla e non l’ho trovata.

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Per la cottura mi sono affidato alle mani esperte della Mutter: casseruola, olio e aglio, rosolatura iniziale e poi cottura coperto per 45 minuti, sfumando con vino bianco quando necessario. E siccome in cucina dai miei si lavora sempre in coppia, le patate al forno del Foodie Senior come contorno sono una certezza al pari del Pignoletto che lo ha accompagnato con onore.

(*)…sperando che Marcel Proust non se la prenda troppo per il titolo.

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