Altre Destinazioni/Locali

Osteria Balebùste. Ferrara.

Il Centro Storico di Ferrara rimane sempre un posto delizioso da visitare. Quando anche la scusa non sia una mostra d’arte a Palazzo dei Diamanti (in questo caso si trattava di Matisse) tra vestigia dell’egemonia estense e pittoreschi scorci la città offre sempre qualche cosa di bello da vedere. La zona del ghetto ebraico nel quartiere medievale, per esempio, conserva un fascino antico e un’atmosfera difficili da spiegare a parole.

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E’ proprio in questo reticolo di strade ciottolate che comincia l’avventura domenicale del Foodie. “Che nome strano che ha, questo posto in cui mi stai portando, che cosa significa ?” Se c’è una cosa che il nostro detesta è rispondere “Non lo so”, quindi, a rischio di perdere la via, si sgancia per un attimo da Google Maps e prima ancora di entrare nel locale sa già che la Balebuste altro non è se non l’incarnazione yiddish della nostranissima rezdòra, o zdàura, arzdora, letteralmente una “Capable, efficient housewife, especially a traditional Jewish one, devoted to maintaining a well-run home”: la matriarca, insomma, quella che manda avanti la baracca, anzi che la tiene proprio in piedi.

Ed eccola lì, ad accoglierci stilizzata sul vetro disegnato della porta d’ingresso, la nostra Balebuste. Fisicamente il locale è diviso in tre parti: il bancone al centro, ai lati le due stanze ristorante e osteria. L’ambiente è molto caratteristico e trasuda storia in ogni dettaglio. Gli archi in pietra, il pavimento originale in pietra, levigato da chissà quanti passi nei secoli.

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Scorrendo il menù salta subito agli occhi la “Minestra di Esaù”, piatto che richiama all’episodio biblico della cessione della primogenitura di Esaù a Giacobbe in cambio, appunto, del proverbiale piatto di lenticchie. Slalomando tra le portate in carta (tante, forse addirittura troppe) spuntano altre interessanti combinazioni, un intreccio continuo di elementi tipici della tradizione ferrarese e cucina kosher.

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C’è Il Fritto di Rane e Buratelli (i maschi dell’anguilla) le Tagliatelle di castagne con rigatino, dadolata di topinambur e ricotta affumicata, gli imprescindibili Cappellacci nelle più svariate declinazioni, dal classico burro e salvia o ragù fino a una più forestiera, a base di guanciale e pecorino di fossa, gli altrettanto imprescindibili Salama, Cotechino e purè di patate. E poi Agnello al forno con carciofi, il Couscous di Kamut e verdure con tagliata di filetto di tonno, il Baccalà come condimento delle tagliatelle, o in umido sul crostone, oppure ancora nella Zuppa di Cavolo Nero, Carote e Porro, che sarà una delle nostre scelte.

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Solo per palati forti il tagliere di pinzini, affiancati da un trittico tutto estense composto dalla tipica “zia”, salame all’aglio e salama da taglio, più la coppa di testa, portata unica il Piatto Balebuste, assortimento di rombetto, calamari, seppia ripiena, cozze gratinate, spiedino di gamberi, capasanta e verdure pastellate.

Prezzi decisamente più accessibili rispetto alle come sono abituato all’ombra delle due torri, carta dei vini manco l’ho chiesta: quando ho visto la bottiglia da 75cc di Dolomiti di Pedavena nel frigo avevo già deciso che cosa avrei bevuto.

Osteria Balebùste

Via della Vittoria, 44, 44121 Ferrara

Telefono : 0532 763557

http://www.balebuste.it/

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