Foodie's speaker corner/Locali

Sorpresa: il Mercato di Mezzo non è un mercato. E quindi ?

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Siamo alle solite. A Bologna succede qualcosa di nuovo e subito il pubblico si divide, come il peggiore dei partiti di centroqualcosa. Guelfi contro Ghibellini, Virtus contro Fortitudo, Destra contro Sinistra, Orecchino di Perla sì, Orecchino di Perla no. La riapertura del Mercato di Mezzo all’interno dello storico stabile di proprietà dell’Ausl, operazione condotta da Coop Adriatica non poteva essere da meno: ci mancava solo il gastrosnobismo contro il gastropecoronismo.

La lamentela più udita, a nemmeno una settimana dall’inaugurazione, è quella di aver derubato Bologna di un luogo simbolo, per alcuni cuore stesso della città con i suoi banchi, voci, profumi e di averle restituito in cambio una sorta di centro commerciale senz’anima: poco o nulla mercato, tanta ristorazione. Niente più salumieri e fruttivendoli col mozzicone di matita dietro l’orecchio ma un esercito di asettiche chemises e polo, ognuna con il logo dello sponsor in evidenza.

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Condivisibile per certi versi anche la critica che la nuova galleria commerciale sia andata occupata dai soliti nomi noti, alla quale si può altrettanto obiettivamente ribattere che in fondo i marchi presenti, soprattutto quelli nostrani, lo siano per dimostrati requisiti di qualità e che, tanto per dire, fosse sacrosanto offrire una vetrina in pieno centro a colui che viene unanimemente accreditato del titolo di miglior Pasticcere d’Italia.

Ma parliamoci chiaro: rifare il Mercato di Mezzo cosi’ come era stato, nella sua versione originale, sarebbe stato null’altro che riproporre una formula che i tempi moderni hanno già giudicato non più efficace. Il mercato alimentare del futuro non è più il luogo esclusivo della spesa e deve, per sopravvivere, rinnovare se stesso alla ricerca di spazi differenti. Lo stesso percorso di riqualificazione del non lontano Mercato delle Erbe e di tutta la zona che lo circonda prevede il valore aggiunto della ristorazione veloce e di qualità nella propria offerta.

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Dispiace, certo, che il “Mercato” mercato non lo sia più, ma è altrettanto vero che il Quadrilatero di vie del quale è da sempre centro nevralgico è ancora popolato delle botteghe storiche di un tempo, dall’ortofrutta alla macelleria, dalle pescherie alle antiche drogherie fino alla gastronomia forse più famosa di tutta la città ed è fuor di dubbio che l’apertura del detestato gastrotempio con il suo corredo di sacrileghi mercanti abbia riportato gente e passeggio in una zona di Bologna che di gente e passeggio aveva bisogno.

Faccio parte di una generazione che quel mezzo chilometro quadrato se lo ricorda per il Bar Otello e per il suo perenne capannello di vecchietti che discutono, perché nel raggio di cento metri c’erano tre cinema, di cui – roba che solo a Bologna- uno porno. E a 3 passi da quello, Padre Marella seduto sulla seggiola di legno a raccogliere elemosine per i suoi poveri. Amo quella parte della mia città né più né meno di tutti i miei concittadini, ma sono anche dell’idea che la visione filtrata attraverso la lente del “Bologna non è più quella di una volta” non porti da nessuna parte.

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Al Mercato di Mezzo ci sono entrato il venerdì dell’apertura, all’ora di pranzo (praticamente un suicidio) mescolandomi tra la folla infinita dei gastroqualcosa, spinto dalla curiosità e, non ultima, dalla fame. Dopo i primi 5 minuti di smarrimento e un giro giocoforza un po’ sgomitante di perlustrazione mi sono giocato la carta della carne, un po’ perché ne avevo voglia, un po’ per sacrosanto culo, dal momento che giusto davanti a me si stavano liberando due scranni proprio al “RoManzo” dell’inedita coppia Macelleria Zivieri / QuantoBasta di Fabio Fiore, dove siamo finiti per ordinare hamburger, cotoletta e soprattutto un panino con la trippa che, c’è da scommetterci, di questo locale di diventerà un classico. Vino compreso (due calici di bollicine rosè) e l’acqua che non si paga un totale di Euro 26, cioè 13 Euro a testa. Per un pranzo veloce nel centro del centro storico della città più cara d’Italia ci vuole del coraggio a lamentarsi.

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Trovo ingiusto e quanto meno irriguardoso definire il nuovo Mercato di Mezzo una trappola per gastropecoroni. Acchiappaturisti ? Magari. Vorrebbe quantomeno dire che i turisti a Bologna ci sono: a qualcuno probabilmente tutto questo può fare arricciare il naso, ma in una città che (anche) sul turismo enogastronomico punta per il proprio rilancio economico probabilmente questo è proprio quello che serve. “Càzel vì” dicono da queste parti…

Mercato di Mezzo

via Clavature

Bologna.

Aperto tutti i giorni della settimana dalle 8 alle 24

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3 thoughts on “Sorpresa: il Mercato di Mezzo non è un mercato. E quindi ?

  1. Non posso che sottoscrivere quanto ai scritto, sempre pronti a lamentarsi, il “Mercato” ha riaperto …. Bene !!!!, non è più un vero mercato ?? Pazienza, almeno non sarà più quel posto nero ed abbandonato che si era andato a creare, sarà un acchiappa turisti , MAGARI !!!

  2. visitato ieri sera…bellissimo e pieno di gente!
    Consiglio culinario: battuta di carne cruda di manzo da Zivieri…mammamia!

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