Bologna/Locali

C’era una volta un ranocchio. Antica Trattoria del Reno.

Partiamo da un presupposto: i ristoranti non sono tutti uguali. Bella forza, dice: certo che non sono tutti uguali, ognuno ha i suoi piatti, le sue peculiarità, il suo stile che scopri solo una volta che ti ci sei seduto dentro. E invece no: capita talvolta che ci siano posti che sono “un po’ meno uguali” di altri ancora prima di entrarvi, per le aspettative, per i ricordi, magari per una particolare storia che si portano dietro.

Guardacaso uno di questi è proprio l’Antica Trattoria del Reno. Il ricordo personale del Foodie riguardo questo locale è più che trentennale, legato ai suoi albori, alla vecchissima gestione, al classico “posto da rane” del Bar Sport di Stefano Benni. Chi, come me, in questo quartiere ci è cresciuto ricorda bene il grande cartellone con il ranocchio che la indicava, così come ricorda la fine della strada sterrata che arriva alla trattoria. Oltre quel punto l’argine e il fiume, un mondo di avventure rappresentate a seconda dell’età, da biciclette, canne da pesca o moto da enduro.

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Se ripercorrere quella strada sterrata è stato un po’ come rituffarsi in quel passato, la serata passata in trattoria è stato un piacevole ritorno al presente, che in questo momento è rappresentato da Vincenzo Vottero Ventrella, chef con un curriculum internazionale lungo così, esperienze di vita e di cucina ai quattro angoli del mondo – dalle grandi navi agli States – che ha legato il proprio nome a diversi ristoranti bolognesi del passato nei loro momenti migliori.

Dall’autunno 2013 Vincenzo conduce come chef e patron la reincarnazione di questo locale, di cui ha recuperato il nome e l’insegna originali risalenti agli anni ’30. I locali sono stati oggetto di una rivisitazione in chiave liberty, impreziosita da pezzi d’arte a cui, nel periodo della nostra visita, si aggiungono le opere di Nicola Zamboni e Sara Bolzani.

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Appassionato di moto, di tecnologia, il carattere estroverso di Vincenzo si rispecchia pienamente nei piatti che propone. Prende le distanze dai fautori del km 0 a tutti i costi , inteso come rinuncia e chiusura verso orizzonti gastronomici diversi dal proprio. “La mia cucina – dichiara – non ha nessuna etichetta, ma è *divertente*. Vorrei che per il cliente assaporare i miei piatti fosse divertente tanto quanto lo è stato per me prepararli”.

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Benvenuto dello chef. Tonno, gelée di campari e aria di vigliaccasemeloricordo. Patti chiari amicizia lunga: non sono un critico professionista e mai lo sarò, non ci pensate nemmeno per un attimo che io possa essere preciso con i fuori menù. Ok ? E comunque, nel frattempo, con questa sberla di dolceamaro lo chef ci ha già spiegato da che parte arriva. “Seat back and relax…”

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mela marina marinata gamberi rossi di mazara ruta lemon grass spugne alle fragole

SBRENNG !!! Il Foodie e la Foodessa sgranano gli occhi al cospetto di quello che sembra quasi un dipinto: due “fiori” composti dal gambero e dalle sottilissime fette di granny smith. (“…guarda che per farle così ti serve il sottovuoto”). La dolcezza e l’acidità. La vista, il palato, il profumo della ruta e quello del lemongrass. Stai seduto, è appena cominciata.

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frappè caldo di seppia con il suo nero crudo di tonno piccatina di lime uva nera

Quasi rassicurante. Dopo l’esordio col botto ecco un piatto tutto sommato normale che si fa apprezzare particolarmente per il contrasto crudo/cotto del frappè con il tonno crudo. Gli altri ingredienti occhieggiano senza rubare la scena, azzeccato il profumo del lime. Non di soli voli ad alta quota si vive.

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passatina di fave calamaretti di Sicilia pistacchi e macis

Minuscoli i calamaretti appoggiati sulla kataifi, per un piatto che gioca sull’equilibrio. Interludio a suo modo esotico, evocativo di sapori e profumi del Sud del mondo.

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capesante marinate alla curcuma su burrata gin mare e liquirizia

Si risale. Vincenzo scala una marcia e apre il gas. Terra e mare, gioco di consistenze tra la capasanta e la burrata, il profumo del gin che sale dal piatto lo ritrovi nel baby di gin tonic che accompagna il piatto. Da oggi non berro’ più un gin tonic senza un bouquet di erbe aromatiche…

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ravioli di luccio mantecato in brodo di cervo affumicato agretti e mele trentine

C’è armonia, una sottile analogia, un filo che tiene legati tutti gli elementi del piatto: il cervo, il luccio, il sentore di affumicato e l’asprigno persistente della mela per un risultato finale insolito quanto piacevole. Ammetto candidamente che non è cosa che avrei ordinato di mia sponte: la lista degli ingredienti contenuti nel titolo me lo avrebbe fatto bollare come “piatto troppo estremo” e tale sarebbe rimasto, se lo chef non lo avesse inserito nella playlist. Grazie.

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cubo crudo di gamberi rosa mediterranei rape e rapanelli brodetto caldo al mandarino feta affumicata

Presentato come “un piatto che divide” , non si fa fatica a crederlo. Contrasti su contrasti : di consistenza, di temperatura, di sapori che si intrecciano ma rimangono sempre ben distinti e il sentore del mandarino ad armonizzare il tutto. Non che gli altri siano stati piatti facilissimi ma per questo, in barba a tutte le etichette che Vincenzo rifiuta, vale la pena di rispolverare l’antico slogan: “per molti, ma non per tutti”.

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ghiacciata di zenzero con cioccolato caldo alla cannella

Se ne puo’ avere una vaschetta da asporto, per favore ???

Come spesso accade i “tempi supplementari” si rivelano degni della cena. L’assaggio di Gin Tonic ricevuto precedentemente insieme alle capesante si ripresenta, finalmente in versione completa e ben eseguita (E’ anche barman, Vincenzo, non ve l’avevo detto ?) corredata dall’immancabile mazzetto di erbe officinali provenienti dall’orticello-giardino che si attraversa entrando nel locale e che lo chef ci mostra con orgoglio, insieme al resto dell’esterno del locale. La stagione estiva è alle porte e già la Trattoria si sta preparando: una grande veranda nel verde e un angolino bar immerso nei profumi dell’orto officinale sono la promessa per i prossimi mesi, insieme a un menu in continua evoluzione.

Perché l’avete capito, vero, che Vincenzo non è uno che riposa sugli allori ?

Antica Trattoria del Reno

Via del Traghetto, 5/3 40131 Bologna

Tel: +39  051 4129341

Mail: anticatrattoriadelreno@gmail.com

Il sito web dell’ Antica Trattoria del Reno

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