Altre Destinazioni

Galassia Modena. Alle radici del fenomeno. Mercato Albinelli.

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Poi dice che la tv non serve a niente. Era stato in occasione della puntata de “Il Testimone” di Mtv sugli chef superstar, nella prima parte dedicata a Massimo Bottura, che ero rimasto colpito dal Mercato Albinelli di Modena, quando, prima ancora di aprire alle telecamere le porte della sua Osteria Francescana, lo chef più famoso d’Italia aveva voluto mostrarlo a Pif per spiegare al pubblico l’origine della sua cucina e l’indissolubile legame tra essa e il territorio da cui scaturisce.

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A colpirmi, oltre al sostanzioso panino con zucca e cotechino che avevo visto preparare e velocemente scofanare da Pif e dalla brigata della Francescana dentro al Bar Schiavoni erano state le parole di Bottura, uno che evidentemente oltre al dono della creatività culinaria ha anche quello della sintesi: “Dobbiamo entrare in cucina con le mani sporche di terra”. Così Bottura esprimeva quel sottile filo conduttore che passa attraverso i commercianti, gli artigiani, gli allevatori, i contadini e tutti coloro che con il proprio lavoro contribuiscono al successo della sua cucina. Bingo, chef Massimo: non potevi darmi occasione migliore per l’ennesimo capitolo della Guida Galattica per Gastrostoppisti che quella di un viaggio alla scoperta delle radici del fenomeno gastronomico emiliano.

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E allora eccolo qui, Il Foodie aggirarsi curioso tra i banchi del Mercato Albinelli, affascinato dallo splendore dei colori e i profumi, dalle voci e dal brulicare della gente che ne fanno un luogo di grande vitalità, come solo un mercato puo’ essere. L’offerta copre le categorie merceologiche più disparate: ricca e di grande qualità la zona pesce, pieni di ogni bendiddio i banchi delle granaglie, quasi sexy i banchi salumeria/gastronomia, buona parte dei quali attrezzati col loro bel fornetto a microonde, segno che ai modenesi che lavorano in centro non dispiace consumare qui la pausa pranzo.

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Dall’altoparlante risuonano gli annunci delle promozioni e dei servizi disponibili, come ad esempio quello di consegna della spesa a domicilio anche solo fino alla propria auto parcheggiata fuori dal centro. La sensazione tangibile è che il mercato non sia, come spesso succede, solo un insieme di banchi a sé stanti ma un’unica entità, viva e pulsante. Curiosa la coincidenza che nella stessa città dove la più famosa catena di ipermercati italiana ha uno dei suoi punti vendita più grandi, resista e anzi continui ad avere così tanto successo un mercato di stile tradizionale.

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Ma l’Emilia, si sa, è da sempre terra di contrasti a tinte forti e contrapposizioni, di Don Camilli e di Pepponi, di motori rombanti e biciclette. La terra che trema lasciando segni profondi nelle cose e nell’animo delle persone (Piazza Grande è a poche centinaia di metri, il Duomo ha ancora qualche impalcatura montata, segno del sisma dal quale ormai sono passati già due anni) è la stessa terra dalla quale ricominciare, grazie al lavoro di chi a quella terra porta rispetto e continua a lavorarla con amore.

Ed è proprio qui che quei frutti incontrano il pubblico, sotto la forma più disparata: il Parmigiano-Reggiano, i Prosciutti di Parma che occhieggiano appesi nelle salumerie, le ampolle di Aceto Balsamico Tradizionale, ma anche le ciliegie di Vignola, le patate di Montese e l’inossidabilissimo Lambrusco, sotto la grande struttura di vetro e acciaio,in questo posto dove la parola “tipicità” assume un significato quantomai concreto.

Mercato Albinelli
Via Luigi Albinelli 13
41100 Modena (MO)
tel: 059/211218

http://www.mercatoalbinelli.it

I capitoli precedenti della Guida:

A Modena un viaggio ai confini della Galassia – Franceschetta 58
A Modena un viaggio ai confini della Galassia 2 – Da-panino
Tra la Via Emilia e Reims. Flambar Bistrot. Castelfranco Emilia (Mo)
Galassia Modena, il viaggio continua: Archer – Ispirazioni deliziosamente quotidiane

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