Altre Destinazioni/Locali

Tra il cielo e il mare. Il Clandestino Susci Bar di Moreno Cedroni – Portonovo (An)

 

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Difficile, percorsi i pochi metri di sentiero sterrato che separano il parcheggio dalla spiaggia, non rimanere incantati dallo spettacolo al cospetto del quale ci si troverà. Il Clandestino, la declinazione in chiave easy e marittima della cucina targata Moreno Cedroni, è una struttura di legno letteralmente appoggiata sulla sabbia bianca della splendida Baia di Portonovo, uno dei luoghi più affascinanti della Riviera del Conero.

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Passata l’iniziale sensazione di stupore dovuta all’impatto visivo ci si accomoda nel locale, costituito da un chiosco e da un’ampia veranda finestrata, dalla quale si può godere la vista del sole che tramonta sul mare. Si può scegliere anche di cenare o prendere l’aperitivo seduti nei tavolini all’esterno. Se la serata è particolarmente fresca su ciascuna sedia sarà già pronta una coperta per ripararsi dall’aria frizzante.

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Il bianco della sabbia e l’azzurro del mare sono i colori predominanti del Clandestino. Dalle luci alla musica di sottofondo tutto appare calibrato per far sentire il cliente a proprio agio e in armonia con l’ambiente circostante, la cortesia del personale (numeroso e solerte per tutta la durata del servizio) contribuisce a creare la giusta atmosfera, al fortunato avventore non resta che godersi la cena e il panorama.

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La carta della cena prevede una selezione di piatti che hanno fatto la storia della cucina di Cedroni nel corso degli anni, è presente anche una proposta di Menù Degustazione ispirato all’opera di Giacomo Leopardi. Insieme al pane ci viene offerto un assaggio dell’olio marchigiano che viene utilizzato per i condimenti e la preparazione di tutte le portate.

Dalla carta dei vini , adeguata al taglio del locale per estensione e profondità, con ricarichi tutto sommato ragionevoli, una scelta semplice e vicina al territorio a farci compagnia per tutta la serata sarà il Verdicchio dei Colli di Jesi Le Vaglie Santa Barbara.

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La nostra scelta, in ordine di apparizione :

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· 2013 – Ricciola, salsa di porro ed alghe, gocce di alkermes

Molto bene. Bell’abbinamento di sapori e di composizione del piatto. Assolutamente vietato farsi delle remore a chiedere dell’altro pane per finire la salsa di porro rimasta nel piatto. No, no, no.

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· 2000 – Tonno bianco tataki con conditella colatura e riso susci
Sincero: piatto apprezzato tanto nella forma quanto nella sostanza e nella qualità degli ingredienti, anche se probabilmente mi sarei aspettato qualche cosa di più… “tecnico”. Il tonno è – giustamente – quasi crudo ma, francamente, trovo il tutto molto semplice, quasi troppo, al punto da farmi pensare al “Questo lo facevo anch’io” di Gialappiana memoria. Nota a margine: apprezzabile la scelta, evidenziata a chiare lettere in apertura del menù, di limitare l’utilizzo del tonno rosso in favore di altre varietà meno a rischio di estinzione.

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· 2014 – Carpaccio di fassona della Granda, marinata nel miele da Sergio Capaldo, con frittella di alici, colatura e sorbetto al peperone
Non sarà un piatto strettamente di pesce, ma è quello che, all’unanimità (Foodie e Foodessa in coro) è risultato il più apprezzato. L’alicetta mette su due ali di pastella in frittura e vola leggera come una farfalla, sorbetto di peperone tiene sottobraccio la frittella – calda – con il contrasto di temperatura e sposa perfettamente il sapore della carne di manzo, donando al piatto un filo conduttore ben preciso. Ok.

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· 2014 – Sgombro arrostito, marinato nel miso, melanzana fritta, salsa di bucce d’arancia
Esecuzione ineccepibile. Ok la cottura dello sgombro, sapori forti, decisi e bene accordati tra loro. Complimenti anche al servizio, a cui avevamo dato mano libera per l’ordine delle portate, che ce lo ha messo in ultima posizione per la grande sapidità. Un po’ fuori tono il piatto rettangolare di chiara provenienza mobilificio svedese dalla bandiera giallo-blu.

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· Tirami su con il pane del giorno prima, gelato al caffè e gelatine al Borghetti

Questo mi aiuta a chiarire quanto espresso sopra a proposito della semplicità: la differenza tra “Questo lo facevo anch’io” a “Questo avrei voluto farlo io”. Non è un piatto complesso, affatto, ma l’idea della scomposizione del tiramisù in questa chiave è geniale e ne stravolge la natura stessa: da pesante mattonella pannosa a dessert fresco e godibile. Mi piace. Ci piace.

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Considerazione finale: il posto merita. Aldilà della cucina, che pure attestandosi mediamente su un buon livello non sempre si è rivelata all’altezza della firma che porta, sicuramente merita una visita per la location impagabile, per l’accoglienza, per godersi una buona cena in una scenografia da sogno, con il sole che tramonta all’orizzonte sul mare e il rumore delle onde in sottofondo. Un’esperienza auspicabile a chiunque si voglia bene, se stessi compresi.

Clandestino
Susci Bar
Portonovo, An
Tel. 071.801422

http://www.morenocedroni.it/clandestino/main.php

https://www.facebook.com/moreno.cedroni?fref=ts

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