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Alla Trattoria Magna e Bevi a Savigno (Bo) ci si fa in quattro per la Tartufesta (e non solo…).

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Patrizia Moroni e il compagno Gianni Cavola sono persone che si fanno volere bene. Lui già noto alle cronache di questo blog grazie alla sua Accademia der Cacio e Pepe di Zola Predosa, tempio della cucina romana in terra d’Emilia, lei splendida padrona di casa di questo locale di Savigno che, a dispetto del nome romaneggiante, propone una cucina del territorio che più del territorio non si può.

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Il menù è in continua evoluzione, nella carta e nelle svariate proposte di degustazione, tagliate a misura di stagione: “Golosità del Bosco”, “Carcioghiotto”, “Asparaghiotto”, “Fiorghiotto” – estivo dedicato ai fiori di zucca – sono i nomi dei menù in cui sarà possibile imbattersi avventurandosi fin quassù, a pochi km da Bologna o Modena.

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Ma da queste parti dici Savigno e dici automaticamente tartufo. Presente sulla tavola dei ristoranti della zona praticamente tutto l’anno il nero, è proprio nei primi tre weekend di Novembre che qui il Tuber Magnatum indossa la corona e si lascia celebrare in tutto il suo splendore.

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Al Magna e Bevi, per venire incontro al maggior numero di tasche e palati, si sono fatti in quattro: le domeniche della Tartufesta un menù studiato appositamente da 45 Euro e una proposta Street all’esterno del locale, per tutti gli altri giorni di Novembre e Dicembre , invece, due differenti interpretazioni del menù degustazione per gustare il tartufo nero o bianco, rispettivamente a 34 e 53 Euro .

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La prova su strada (anzi, su piazza…) del Foodie ha avuto esito più che positivo: testate in prima persona dal Menù Street la Lasagnetta Millefoglie “Non ti scordar di me” al Ragù Bianco e Tartufo Nero e la Zuppa di Funghi Street, servita all’interno di una pagnottella rustica.

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Comodamente seduto all’interno del ristorante invece, grande soddisfazione è arrivata dagli inusuali Gnocchi di Semolino alla Romana con Crema di Parmigiano e Tartufo Bianco, così come la Petroniana e la Crema di Patate e Porri, entrambe ben ricoperte da una pioggia del prezioso tubero. Vero capolavoro di semplicità e voluttuosa bontà rimane, tuttavia, il Nettare di Uovo al Tartufo Bianco. Un gioco, un’invenzione di Patrizia: un tuorlo d’uovo immerso nella crema di Parmigiano-Reggiano, servito nel caratteristico “mug” della colazione. Sarà il commensale tesso a rompere il tuorlo e far cambiare il colore della crema dal bianco latte fino al giallo crema, amalgamando nel tutto le scagliette di tartufo. Da godere come antipasto o (e???) addirittura Dessert.

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