Bologna/Locali

Emozioni stellari sotto i portici bolognesi. Ristorante Hotel I Portici – Chef Agostino Iacobucci.

Aperto nel 2008, al termine dei lavori di ristrutturazione che hanno restituito alla città lo storico Palazzo Maccaferri, l’Hotel I Portici di Bologna costituisce la punta di diamante dell’offerta ricettiva della città di Bologna. Agostino Iacobucci, dal 2012 alla guida della cucina del ristorante dell’hotel, propone piatti in cui continuamente si mescolano la tradizione campana delle sue origini ed elementi tipici del territorio in cui opera: il risultato finale è di grande impatto, sicuramente degno della Stella Michelin di cui il locale orgogliosamente si fregia.

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Suggestiva l’ambientazione: la sala del ristorante è ospitata all’interno del Teatro dell’Eden, storico cafè chantant di fine 800, autentico gioiello in stile Liberty. Consigliabile prendersi un po’ di tempo in anticipo per visitare la Ghiacciaia della Rocca di Galliera, un piccolo regalo custodito dal tempo e venuto alla luce durante la ristrutturazione.  Ci si avventura nei cunicoli che furono del rifugio antiaereo fino a sbucare nel fondo del grande pozzo rivestito di mattoni che costituiva la ghiacciaia e che ora ospita la cantina del ristorante, curata da Nicola Cuccato, già sommelier della gestione Bruno Barbieri al Villa Del Quar di San Pietro in Cariano. Al livello superiore si trova una piccola sala in grado di ospitare una dozzina di coperti, nella quale è possibile cenare letteralmente sospesi, separati dalla cantina solamente da un pavimento di vetro.

L’occasione per provare la cucina dei Portici è stata una delle serate “Armonie del Palato”, ospitate ogni ultimo Venerdì e Sabato dei mesi di Novembre e Dicembre di quest’anno presso il ristorante dell’hotel, in cui i piatti di Iacobucci vanno in scena  (è il caso di dirlo…) accompagnati dalla musica di un duo pianoforte e violoncello che ben si sposa con il mood della sua cucina e della location.

Insieme alla varietà dei pani e dei grissini sfornati giornalmente dalla cucina dei Portici, ecco il benvenuto da parte dello Chef: un terzetto di sfiziosità costituito da una spuma di arancia e foie gras, un crostino con alice e un goduriosissimo macaron dal pistacchio e mousse di mortadella. Creatività, mediterraneità, bolognesità riunite nello stesso biglietto da visita. Messaggio ricevuto, Chef Agostino, avanti a tutta forza.

Caviale asetra e tartufo bianco impreziosiscono la Triglia di Scoglio nell’interpretazione di stagione di Iacobucci. “Drippata” nei colori dell’autunno, accompagnata da chicchi di melagrana, castagna, cavolfiore e spugna di broccoli : una fuga dal mare attraverso orto e sottobosco, fino a trovare sicuro rifugio nella fantasia dello chef. Bene.

“Provate prima ad assaggiare la tartare da sola e poi a mescolarla con gli spaghetti…” è il consiglio del maître Ambrogio Lunelli nel presentare lo Spaghetto di Gragnano con ragù di pesce da zuppa, pinoli, uvetta, olive verdi e la sua tartare profumata allo zenzero. Molto mediterraneo, molto armonico: il calore degli spaghetti scioglie gradualmente la tartare e la abbraccia, cambiando il sapore del piatto ad ogni forchettata. Molto Bene.

Divertente il gioco di contrappunti nella Spigola croccante con vellutata di finocchio, baby verdurine, tartelletta di olive di Gaeta e granita di Pernod. Il finocchio si contrappone all’amaro delle olive ma allo stesso tempo si rispecchia nel sentore di anice della granita al Pernod. Benissimo.

Pre-Dessert : una quenelle di mousse di lampone dal colore e dal gusto intensissimo, appena mitigato da quello dello yogurt di bufala, che l’accompagna. Fresco intermezzo in attesa del gran finale.

Finale che non può essere altrimenti, se non col botto. Tre Lievitazioni per il Babà di Iacobucci, la sua firma indiscussa. Vola leggero e non ha bisogno di gregari se non un accenno di frutti di bosco e panna montata per staccarsi dal gruppo e tirare la volata finale.

Considerazioni finali, gustando la piccola pasticceria che accompagna il caffè: in primo luogo che quella dei Portici è un’esperienza che meritava di essere provata. Per la mano felice e la passione di Agostino Iacobucci, per la gestione impeccabile di sala e cucina, per il piacere di calarsi in un ambiente suggestivo dal fascino antico e moderno.

In seconda battuta il pensiero che liberarsi dei preconcetti è dura, ma spesso porta a soddisfazioni inaspettate. Se da un lato è difficile convincere il pubblico in cerca della cucina di qualità – in particolare quello italiano – a varcare la soglia del ristorante di un hotel, è altrettanto significativo che a sovvertire la tendenza sia proprio un ristorante di Bologna.

Nella sfida lanciata dall’intero mondo enogastronomico della città, con l’obiettivo di restituirle il posto di rilievo che merita nel panorama nazionale, il ristorante dei Portici con le sue professionalità può ragionevolmente candidarsi a un ruolo di primo piano.

I Portici Hotel Bologna
Via Indipendenza, 69
40121 Bologna – Italy
Tel. +39 051 42185
Fax +39 051 4218550
http://www.iporticihotel.com/

(*) Nota a margine: pochi passi prima dell’ingresso dell’hotel vale la pena una fermata alla Bottega dei Portici, spazio aperto al pubblico dove è possibile sia acquistare che gustare direttamente in loco specialità di pasta fresca squisitamente – è l’aggettivo giusto – bolognesi. Aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00, il posto ideale per regalarsi un gustoso souvenir.

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One thought on “Emozioni stellari sotto i portici bolognesi. Ristorante Hotel I Portici – Chef Agostino Iacobucci.

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