Bologna/Locali

Attenti a quei due. La Bologna più autentica dei Fratelli Bertozzi.

20141210_Bertozzi

“L’UNESCO dovrebbe dichiararlo patrimonio dell’Umanità, questo posto”. No, non l’ho detto io, è stato il commento a caldo di un amico subito dopo la sua prima volta a cena dai Bertozzi. Esagerato, forse, ma è fuor di dubbio che questa trattoria piccola ma sincera sia uno dei luoghi in cui si custodisce il patrimonio costituito dalla cucina tradizionale bolognese. Il nome sull’insegna è la crasi dei cognomi dei due artefici – “Olly” Berti + Ale Gozzi = Bertozzi, cognome ad alto contenuto di bolognesità – coppia bene assortita di cuoconi che vi accoglieranno con una bollicina e una ciotolina di greppole, i tipici ciccioli frolli ( cioè la droga preferita del Foodie…) ma soprattutto con la loro verve e i modi schiettamente aperti di chi è cresciuto all’ombra delle Due Torri.

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La cantina è ben fornita in tutti i reparti, da segnalare la particolarità di grande presenza di bottiglie in formato magnum e una scelta, soprattutto di bollicine, in grado di accontentare anche i più esigenti. Per noi Trebbiano d’Abruzzo di Masciarelli e Angimbè di Cusumano (Insolia 70%, Chardonnay 30%). Dalla cucina, dove peraltro, viste le dimensioni del locale, è possibile vedere all’opera la coppia, escono grandi classici della cucina bolognese, rigorosamente in versione “comme il faut”, senza compromessi o alleggerimenti di sorta.

Ci sono i Tortellini in Brodo con cui i Bertozzi hanno difeso l’onore della città nelle disfide contro i cugini modenesi, c’è la Gramigna, condita con la Salsiccia di Mora Romagnola, ci sono le Strettine, una sorta di via di mezzo tra tagliolino e tagliatella, ottime con condimenti classici e con abbinamenti di stagione, che potranno essere asparagi e culatello, oppure funghi porcini e galletti, financo il tartufo, che in autunno non mancherà mai. Tutte le paste sono fatte a mano, come la miglior tradizione petroniana insegna.

Nei secondi piatti si ritrovano ancora piatti tipici della cucina “di casa” delle Due Torri: le Zucchine ripiene, lo Spezzatino, la ricchissima Cotoletta alla Petroniana, ma soprattutto Sua Maestà il Brasato, uno dei piatti per i quali i bolognesi vengono qui apposta. Lunga cottura a bassa temperatura, il risultato è una carne saporita e tenerissima.

Per concludere, tra i dessert spicca la Zuppa Bertozzi, rivisitazione in salsa petroniana della Zuppa Inglese. Nel resto della gamma, tra Tiramisù e Mascarponi tutti fatti in casa, il Foodie consiglia di non farsi scappare il gelato alla crema preparato giornalmente con uova fresche.

E’ sulle ultime chiacchiere con Olly e Gozzi, al momento del caffè e del conto (a margine: 40 Eur ca. a persona, con due magnum di vino e una birra Ronzani da 66cc.) che maturo la considerazione con cui ho aperto: fin quando esisteranno posti come questo si potrà ancora dire che la cucina bolognese esiste.

Una cucina di sostanza, fatta di ingredienti di prima qualità e in grado di regalare ancora a chi ne gode il gusto per la convivialità, appagare il palato ma anche il cuore. E’ troppo dire che locali come questo andrebbero tutelati e dichiarati Patrimonio della Città di Bologna ? Ai commensali l’ardua sentenza.

 

Trattoria Bertozzi
Via Andrea Costa, 84/2/D
40134 Bologna (BO)
tel: 051 6141425
http://www.ristorantetrattoriabertozzi.com/

Chiusura: Nessuna
Apertura: Pranzo e cena

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