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Uova, farina e passione. A Scuola di Sfoglia col Maestro Leonardo Iacono.

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Confesso, si io confesso: per quanto mi piaccia la cucina sotto tutti i suoi aspetti, sia quello mangereccio che quello dello sporcar padelle, c’era ancora una preparazione nella quale non mi ero mai cimentato. Per pigrizia, forse, oppure perché non c’era mai stata l’occasione, o forse più semplicemente per il fatto di avere già, in famiglia, la Foodie Mutter capace di imbastire le fatidiche “2 uova di tagliatelle ? Lascia, che faccio prima a farle che a dirle…”

E’ stato dunque con spirito di sana curiosità, ben supportato dal proverbiale e sacrosanto appetito che mi sono presentato alla prima serata del corso di cucina organizzato presso la Polisportiva Lame di Bologna, curato da Achille Villani – Sommelier AIES – Accademia Italiana Enogastronomi Sommelier e lo chef Roberto Rossi. Prima lezione dedicata alla Pasta al Mattarello : l’impasto, la sfoglia, la confezione di sorprendenti tagliatelle e tortelloni insieme al Mastro Sfoglino Leonardo Iacono , ad opera di altrettanto sorpresi partecipanti al corso, Foodie in primis, che mai avrebbero pensato di “essere capaci” di prepararne di così buoni partendo dallo zero assoluto.

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Quella sulla sfoglia è stata la prima di una serie di quattro serate dedicate ciascuna a un argomento specifico, per i successivi giovedì, dal 14 al 28 Maggio seguiranno gli impasti lievitati, il pesce e le carni. L’impostazione didattica è conviviale e partecipativa: si impara lavorando, osservando il docente di turno eseguire ciascun passaggio e rieseguendolo sotto la sua supervisione con le proprie mani nell’aula attrezzata e nella cucina professionale a disposizione. Le nozioni impartite, per quanto basilari, consentono di cavarsela benissimo da soli nella preparazione di un piatto dalla A alla Z, mettendo magari in pratica quegli accorgimenti che solo un insegnante esperto è in grado di spiegare.

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Si finisce per imparare in maniera molto naturale, ma soprattutto divertendosi, fianco a fianco tra persone che hanno in comune qualcosa: la passione per il buon cibo o la più semplice necessità di mettere a tavola la cena senza aprire buste di surgelati. Ciascuna lezione si conclude con il giusto premio: consumare insieme ai partecipanti e ai docenti quanto si è cucinato, accompagnato dai vini appositamente selezionati in abbinamento. Imparare sarà anche divertente, ma la fame è fame…

Degustando insieme i *nostri* fantastici tortelloni e tagliatelle , la considerazione di come sia quasi un paradosso sostenere che in Italia ci sia “fame” di cucina ma che, in fondo, è proprio così. Uno degli effetti del momento di grande esposizione mediatica di cui il mondo del food è protagonista è proprio che sempre di più sono le persone che – lungi dall’ambire alla bravura di grandi chef o dal presentarsi alle selezioni dell’ennesimo talent dei fornelli – vogliono semplicemente imparare a cucinare. Non sarà necessariamente la fine dell’era del microonde e delle pizze a domicilio, ma è un segnale decisamente positivo: che lo si faccia per se stessi o per qualcun altro cucinare è un atto naturale e un grande gesto d’amore, oltre che una gioia nel momento di godere dei frutti del proprio lavoro. Farlo come si deve è un desiderio più che plausibile.

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