Eventi

Lugana, Bardolino, Chiaretto. Tutto il Garda da bere e da amare ad #AnteprimaLazise.

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Gli ingredienti per una manifestazione ben riuscita c’erano tutti: quasi 100 i produttori presenti – equamente distribuiti tra le tre denominazioni – per un totale di circa 300 etichette, un nutrito programma di degustazioni, con un occhio di riguardo anche alle annate precedenti, ospiti d’eccezione da tutto il mondo dell’enogastronomia come il Sommelier della Prova del Cuoco Alessandro Scorsone, gli chef Enzo Ninivaggi (Ristorante La veranda del Color Hotel Bardolino) e Andrea Costantini (Ristorante Regina Adelaide) e Giuseppe Pignalosa (Pizzeria Le Parùle – Ercolano) , il tutto inserito in un contesto di grande fascino come la cittadina di Lazise, centro ideale delle zone di produzione su cui operano i consorzi di Tutela di Bardolino/Chiaretto e Lugana.

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E’ stato un pubblico entusiasta di addetti ai lavori e di appassionati quello che ha affollato la località gardesana per Anteprima Lazise, l’evento di presentazione delle annate 2015 di Bardolino, Chiaretto e Lugana, ospitato nei suggestivi spazi dell’antica Dogana Veneta e a bordo della Motonave Brennero, ormeggiata di fronte al porticciolo e allestita eccezionalmente a sala per le degustazioni condotte dai sommelier AIS. Oltre alla possibilità di assaggiare le uscite 2015/2014 dei vini protagonisti, la manifestazione è stata l’occasione per fare il punto della situazione riguardo lo stato dell’arte e le prospettive di un comparto che genera un fatturato di 125 milioni di euro, forte di una produzione annua totale di 42 milioni di bottiglie, che guarda al futuro con progetti e idee innovative, in generale volte a dare ai vini del Garda un’immagine di prodotto più “maturo” in tutti i sensi, inteso sia sotto il profilo meramente temporale, sia per quanto riguarda il consumo e il target di clientela.

In questa ottica si inseriscono nella manifestazione la presentazione al pubblico della prima uscita di Lugana Riserva 2011 e l’iniziativa “Bardolino Village”, un progetto nato grazie al lavoro di un nucleo iniziale di una quindicina di operatori che ne hanno elaborato e condiviso le linee guida nell’intento di ottenere un prodotto di forte connotazione territoriale grande eleganza e soprattutto maggiore longevità, in ordine a un obiettivo di bevibilità che si attesti intorno ai 5 anni.

Grandi manovre in vista anche per quanto riguarda il Chiaretto: a fronte di un mercato che dimostra di apprezzare sempre di più i vini rosati ( il solo Chiaretto è cresciuto negli ultimi 6 anni da 4,5 a 10 milioni di bottiglie) nelle intenzioni del Consorzio vi è di spingere ulteriormente in questo senso, fino a invertire le percentuali rosso/rosè, attualmente attestate a 1/3 contro 2/3. Particolarmente positivi i dati che arrivano dai mercati esteri, dove – grazie anche e soprattutto ai recentemente rinnovati protocolli di vinificazione, orientati ad ottenere colori più chiari e aromi più agrumati, che hanno dato al prodotto un’impronta più “nordica”– la penetrazione in mercati come il Nord America e la Scandinavia si sono fatte più consistenti.

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