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Bologna, il Ragù e lo Spaghetto che non esiste. Match di gusto alla Cantina Bentivoglio.

Il ragù alla Bolognese e le sue declinazioni come spunto per una serata tra il serio e il faceto per discutere di cucina, di storia e di cultura, ma anche del ruolo e delle prospettive in campo turistico di una città nei confronti della quale l’interesse da parte dei visitatori è in crescita costante, trainato in buona parte dal comparto enogastronomico.

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“Roba da americani”. Proprio il piatto per antonomasia definito a spregio “da turisti” è stato l’oggetto di una discussione quanto mai accesa che ha visto contrapporsi esponenti di spicco della comunità dei buongustai felsinei, dalla Confraternita della Tagliatella alla neonata “Balla dello Spaghetto alla Bolognese” il cui proposito è proprio quello di dare dignità all’eretico spaghetto al ragù, passando per l’arte della salsamenteria rappresentata da Giovanni Tamburini e alla presenza  delle istituzioni nelle persone di Matteo Lepore, assessore all’ Economia, Turismo e promozione della Città e Simona Lembi, Presidente del Consiglio Comunale di Bologna, il tutto nell’impossibile tentativo di dirimere l’impossibile questione: esistono –a Bologna – gli “Spaghetti alla Bolognese” ? A supporto delle diverse teorie – compresa quella, altrettanto degna di attenzione, che stabilisce come “alla bolognese” lo spaghetto del venerdì, quello al sugo rosso di cipolla e tonno.

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E così, mentre Madonna Tagliatella all’Uovo si lasciava voluttuosamente abbracciare dall’ottimo ragù dello chef resident della Cantina Ivan Poletti, fiera del proprio titolo di bolognesità sancito da cotanta iscrizione e codifica nel Registro della Camera di Commercio della turrita, gli Spaghetti (pugliesi) di Semola di Max Poggi reclamavano la propria Green Card grazie al matrimonio con il condimento “bolonnaise” per elezione, tra Pignoletti e Barbere a far da testimoni, e spume di mortadella, polpettoni e ottime giardiniere fatte in casa nel ruolo di damigelle.

A fine serata, naturalmente, ognuno dei contendenti è ritornato a casa con le stesse certezze e gli stessi dubbi di prima, semmai, forse, con una domanda in più : fosse mai stata di Londra o di Manchester, la Zuppa Inglese servita come dolce ?

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