Bologna/Locali

C’era una volta Golden Burger. Sono andato da Signorvino e non sono morto. Anzi.

Sigorvino_collageAlzi la mano chi ha più di 40 anni. Alzi la mano chi non si è mai seduto ai tavolini di quel fast-food dal marchio gialloverde un sabato pomeriggio, tra una vasca e l’altra in Via Indipendenza. Alzi la mano chi non ha imparato come maneggiare agevolmente una bibita in piedi su un vassoio, salendo le due rampe di gradini, rischiando a ogni passo di sfrombolare miseramente suscitando l’ilarità di brufolosi coetanei. Alzi ancora la mano chi ha memoria dei tempi in cui quell’angolo di Piazza Maggiore era stabilmente occupato dalle discussioni di un capannello di anziani. Impossibile, per quella cariatide del Foodie, non ritornare con la mente ai ricordi di una gioventù lontana ormai tre decenni, varcando la soglia del nuovo Signorvino di Piazza Maggiore.

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Un approdo non esattamente facile quello sotto le Due Torri per il format veronese, nato nel 2012 per volontà del patron del gruppo Calzedonia Sandro Veronesi nell’intento di diversificare i propri ambiti di attività, cogliendo il crescente interesse del pubblico nei confronti del settore del cibo e del vino.

La gourmettanza felsinea aveva accolto piuttosto freddamente la notizia dello sbarco in Piazza Maggiore dei lanzichenecchi venuti dal NordEst, arrivando a elargire il poco lusinghiero marchio di *posto da turisti*, sottintendendo come le frotte di visitatori che – graziaddio – da qualche tempo paiono essersi accorte della presenza della città di Bologna nella mappa delle destinazioni interessanti in Italia non avesse pari dignità enogastronomica rispetto ai residenti.

Alla prova dei fatti il Signorvino di Piazza Maggiore si è rivelato né più né meno di ciò che prometteva di essere, ossia un luogo dove il vino è il protagonista principale, a partire dal grande assortimento sugli scaffali del wine shop fino alla mescita supportata da un’offerta gastronomica adeguata ma senza particolari fronzoli.

A una scelta di etichette ragguardevole, in grado di accontentare più o meno tutti i gusti e le tasche, corrisponde un menù ritagliato su scelte piuttosto semplici: formaggi, salumi, qualche primo e secondo piatto ma soprattutto un’ampia scelta di piccole porzioni calde battezzate “Assaggi Veloci”, cioè una buona scusa per accomodarsi al tavolo in qualsiasi ora della giornata e godersi lo spettacolo d’arte varia offerto dal viavai sul crescentone, con San Petronio sullo sfondo.

L’ambiente ricalca lo stile dei dei locali fratelli sparsi per il Nord Italia, classico moderno con tanto legno e alluminio,  ampie le vetrate da cui è possibile godere dell’affaccio su Piazza Maggiore, molto suggestiva anche la sala al primo piano con il soffitto a volte. Nota di merito per il personale giovane, dinamico e preparato.

Fondamentale per l’organizzazione Signorvino la figura del Wine Specialist, una persona espressamente a  disposizione per consigli sia sugli abbinamenti al piatto che per gli acquisti in enoteca. I prezzi delle bottiglie sono particolarmente invitanti, grazie alla politica di acquisto e approvvigionamento centralizzati dell’azienda, che rifornisce tutti e 15  gli attuali punti vendita dall’unico magazzino situato in provincia di Verona, accorciando di fatto la filiera e ponendosi come unico tramite dalla vigna allo scaffale.

Signorvino Bologna

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