Altre Destinazioni/Locali/Milano

Riding with The King. Asola Cucina Sartoriale, Milano.

AsolaCollage

Molto personale. La presenza di Asola nella wishlist dei ristoranti del Foodie era giustificata da ben più di un motivo, a partire dal fascino della posizione all’ultimo piano del Brian & Bary Building, il multistore del lusso di proprietà dei fratelli Zaccardi (Boggi) che dal 2014 illumina San Babila, fino alla curiosità di provare di persona la cucina di Matteo Torretta, al timone della cucina del ristorante fin dall’apertura. Ma questa volta c’era un motivo in più.

Back in time. Correva l’anno 2011, la tardissima estate di una vacanza strana e meravigliosa, alla scoperta di una Sicilia allora a me quasi del tutto sconosciuta, caratterizzata non solo da luoghi meravigliosi, ma soprattutto costellata di incontri con persone straordinarie tra le quali, manco a dirlo, un giovane cuoco da poco diplomato all’Alma, chiamato gestire in autonomia la cucina di quella piccola “Trattoria” a Scopello per la stagione. Il personaggio del Foodie e il blog probabilmente non erano ancora nemmeno nei miei pensieri, ai tempi ero solo uso scribacchiare le mie esperienze su un forumello di respiro locale (Dio solo sa quanto mi manca, Baltazar – NdF)  e di quel piccolo locale  che manco si permetteva il lusso di un nome figo  raccontai a mio modo, di getto e di cuore, esattamente come la cucina di Giuseppe Cascio pensavo meritasse. Ci lasciammo con il reciproco auspicio di vederci ancora e con l’augurio che quelle belle speranze che Peppe rappresentava agli occhi miei e dei miei compagni di vacanza potessero quanto prima concretizzarsi in grandi traguardi.

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Nel frattempo quel ragazzo è cresciuto: ha girato un po’ il mondo e le cucine prima di riapprodare a Milano alla corte di Andrea Berton, sede del suo stage in Alma, giusto in tempo per dare il suo contributo ai successi stellati dello chef di San Daniele, subito a segno nell’anno di apertura del ristorante che porta il suo nome nell’avveniristico quartiere di Porta Nuova Varesine. Seguendolo a distanza sui social, confesso che non è stata una sorpresa sapere della presenza dell’amico Giuseppe al fianco di Matteo Torretta, “The King” visto a Top Chef, il momento era giunto e non servivano più tante altre scuse per salire su un treno in direzione Milano.

Sabato a pranzo. Per i ristoranti di Milano sono giorni caldissimi quelli della Design Week e l’Asola non fa eccezione: circondata dal grande bancone la cucina lavora a pieno ritmo sotto gli occhi della clientela in una sorta di ininterrotto show cooking ( “No, non è difficile, dopo un po’ si impara a mantenere la calma in ogni situazione, anche le più estreme”)  e una volta accomodati al tavolo nella grande veranda esterna ci si può godere lo spettacolo dello skyline milanese in lontananza, con la Torre Unicredit e il Bosco Verticale. Per la playlist ci affidiamo alle manone sante di Chef Matteo e del suo fido scudiero, accompagnati lungo un percorso fatto di sapori ben definiti, con influenze che spaziano dal profondo sud fino alla tavola di tutti i giorni reinterpretata in chiave moderna.

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L’Opening act è a base di Montanara + Tartare di ricciòla + foie gras e uova di salmone , biglietto da visita accompagnato da caratteristiche nuvolette multicolore e multigusto da sgranocchiare godendo il panorama e scegliendo il bere dalla carta in attesa che si alzi il sipario. Stilisticamente ineccepibile l’UOVO MORBIDO con cipolla fondente bruciata, salsa ai ricci di mare e uova di salmone, ricorrendo alle mie tanto amate iperboli musicali non posso fare a meno di affiancarlo al tocco della Stratocaster di Mark Knopfler, così come è facile ritrovare la precisione e la pulizia del suono di Clapton nella millimetrica cottura della QUAGLIA ARROSTO e verza pressata (Confessate, quanto l’avete studiata, quella sfoglia di verze, eh?)

E così, se lo spregiudicato SPAGHETTONE AI GAMBERI con ‘nduja e salsa ai crostacei (“Toc toc, Peppe, guarda che ti ho riconosciuto, qui, sai ?) può ricordare il suono graffiante e le dissonanze di Hendrix, è giustamente l’ultimo piatto quello che riserva le emozioni più forti: il BLACK COD con pomodoro confit, maionese di cozze e alga kombu è puro, fottuto Heavy Metal culinario. E’ Master of Puppets dei Metallica suonata con mestoli, pentole e coperchi, è basso, chitarra e batteria che ti risuonano nel palato, papille che pogano abbestia e chiedono il bis, il tris, applausi a scena aperta, Rock and Roll !!!

Al termine della sequenza il GIN TONIC AL PIATTO servito come predessert è davvero meritato, un momento di respiro e di relax prima del finale: SPUMA DI NOCCIOLE Struffoli e Portulaca, piccola anticipazione di un dessert in procinto di entrare in carta, da gustare con calma cercando di riportare il livello dell’emozione a livello normale, con in mente ancora l’eco di quel merluzzetto punk.

Caffè e piccola pasticceria prima di andare, non senza una nota di merito per il servizio, preciso, cordiale e senza sbavature dall’inizio alla fine nonostante la sala piuttosto affollata. Doverosa riverenza per Il Re, ma l’abbraccio più caloroso è con Giuseppe, insieme alla promessa di non lasciar passare altri 6 anni prima della prossima verifica. Sappiamo entrambi che la manterremo.

Asola
Cucina Sartoriale
Chef Matteo Torretta

Via Durini, 28
20122 Milano

T. +39 02 92853303
info@asolaristorante.it
OPENING 7/7
LUNCH: 12:30 – 2:30 PM
DINNER: 7:30 – 11:00 PM
SUNDAY BRUNCH: 12:00 AM – 4:00 PM

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