Foodie's speaker corner/Love

E venne il turno dei furgoncini. Ho visto Street Food Battle e…

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…e sì, mi è piaciuto. Nel desolante panorama del padellismo catodico, dominato da umilianti degrembiulazioni sul campo, reciproche ricerche del pelo nell’uovo, finte suspence, invettive, improperi e melodrammatiche eliminazioni, al termine della visione della prima puntata  di STREET FOOD BATTLE – il nuovo reality a tema dedicato ai furgoncini del cibo da strada – qualche idea me la sono fatta. Andiamo a esaminare.

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Innanzitutto Simone Rugiati. Potrà piacere o meno, per via delle sue uscite pubbliche e sul web, ma lo ShowChef toscano sta davanti alle telecamere dal 2004 o giù di lì e la TV è decisamente il suo mestiere. Regge il ruolo alla grande, sicuramente meglio dei 3 cuochi e mezzo messi insieme che alla quinta stagione di altri programmi non hanno ancora imparato a dissimulare la dettatura in-ear e ti fanno fischiare le orecchie a suon di zeta sibilanti, vocali aperte e chiuse a cazzo e accenti strascicati.

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Penalizzato da un posizionamento di rete e di fascia oraria non esattamente favorevole – (la seconda serata del giovedì) il format di Street Food Battle prevede la solita garetta a eliminazione in cui di volta in volta a giudicare è un pubblico votante composto da un centinaio di eletti,  quando non il conduttore stesso e la sua partner Ludovica Frasca (ex-velina di Striscia la Notizia) , affiancati a turno da ospiti esterni provenienti dal mondo della cucina e dello spettacolo. Primo a comparie il bread gourmet Davide Longoni, per le prossime puntate sono attese guest star da Davide Scabin a Diego Rossi fino al compagno di rete di Rugiati,  Pierluigi Pardo (Tiki Taka).

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Molto suggestiva la location base, un hangar nella periferia di Milano, bene assortita la presenza dei trucks, dagli hamburger alla pasta ripiena, dalla piadina fino alle specialità vegane, 60 minuti per sei puntate, che scorrono con buon ritmo e taglio delle inquadrature rapido. Le esclusioni sono gestite in maniera educata e cordiale, senza cacciate dal paradiso nè grandi recriminazioni da parte dei concorrenti, sempre con ampi incoraggiamenti da parte dei conduttori.

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Sul valore dei concorrenti lascio volutamente una pagina bianca, almeno fino a quando non si potranno sentire attraverso lo schermo il profumo e il sapore dei piatti cucinati, sull’adeguatezza degli stessi davanti allo schermo una salomonica sufficienza per tutti quanti: nella prima puntata si sono già viste alcune delle maschere e dei ruoli che probabilmente andranno ad animare le vicende future del programma, il Foodie ha già – naturalmente –  un proprio camioncino favorito in pectore, ma si riserva di rivelarne il nome solo se e quando verrà eliminato o se mai dovesse vincere i 50mila Euro abbinati al trofeo “Coca Cola Street Food Award”.

Chicca finale del primo episodio: i Queen Of The Stone Age sui titoli di coda. Questa sera seconda puntata. Orario basculante, spero di rientrare in tempo dalla pizza con gli amici. In bocca al lupo a tutti quanti.

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